Takahashia japonica - Cocciniglia dai filamenti cotonosi

Presente in Ticino già da almeno un paio d’anni, la cocciniglia dai filamenti cotonosi (Takahashia japonica) è un organismo di origine asiatica che attacca perlopiù piante ornamentali. Benché non sia un organismo nocivo né per l’uomo né per gli animali, un attacco massiccio può rappresentare una minaccia per le piante colpite, in quanto vengono indebolite e rapidamente debilitate.
Vista la sua capacità di diffondersi in maniera estremamente rapida, di seguito alcuni consigli di gestione che possono risultare utili a contrastare la presenza dell’insetto.


Che essenze colpisce:
Tj è un organismo di origine asiatica che attacca diverse piante. La polifagia di quest’organismo si estende anche a piante di elevato valore ornamentale, particolarmente diffuse su territorio cantonale, come alcune specie di aceri (Acer sp.) e di liquidambar (in particolare Liquidambar styraciflua), alcune Ulmacee, come l’olmo campestre (Ulmus minor), quello giapponese (Zelkova serrata) e il bagolaro, compresa la specie orientale (Celtis sinesis). Tra le piante ospiti troviamo anche le Betulacee come il carpino (in part. Carpinus betulus), l’ontano (in part. Alnus japonica), le Rosaceeae come il cotogno (Cydonia oblonga) e il ciliegio da fiore (Prunus cerasifera), le Ebenaceae come il cachi (Dyospyros kaki), le Moracee come il Gelso (Morus alba L.) e le Fabacee come l’albizia (Albizia julibrissin), l’albero di Giuda (Cercis siliquastrum), e la sofora (Sophora japonica). In letteratura sono segnalati attacchi anche su noce (Juglans regia), magnolia (in particolare Magnolia obovata), salice (in part. Salix chaenomeloides) e vite giapponese (Parthenocissus tricuspidata).


Ciclo:
Tj compie una generazione all’anno. Tra aprile e maggio le femmine adulte producono degli ovisacchi a forma di anello, di colore bianco e lunghi da 4 a 5 cm. Ciascuno può contenere più di mille uova dalle quali, verso l’inizio di giugno, fuoriescono gli stadi giovanili (neanidi) che migrano sulla parte inferiore delle foglie nutrendosi della linfa. Tra settembre e ottobre le neanidi di secondo stadio si spostano sui rami per svernare. Nella primavera dell’anno successivo le neanidi riprendono la loro attività e, a sviluppo completato, le femmine cominciano a produrre gli ovisacchi.

 

Come comportarsi:


1. Monitoraggio:
fare un controllo accurato delle potenziali piante ospite sopracitate, soprattutto da metà aprile a metà maggio, in cerca dei tipici ovisacchi.


2. Segnalazione:
in caso di ritrovamenti sospetti, contattare il Servizio fitosanitario allegando una foto e indicando il luogo esatto del ritrovamento. Mail di contatto: servizio.fitosanitario@ti.ch.

 

3. Lotta:

  • Primavera (entro la metà di maggio, schiusa delle uova): eliminare tutti i rami che presentano ovisacchi con una potatura mirata, cercando di mantenere un buon equilibrio della pianta. Dove necessario, rimozione degli ovisacchi tramite spazzolatura utilizzando spazzole morbide (p.es. in plastica). Smaltire il materiale di risulta nei rifiuti solidi urbani (non portare il materiale in un centro di compostaggio!). Favorire la presenza di coccinelle.

  • Inverno: eseguire un trattamento entro metà marzo con olio invernale a base di paraffina sulle piante colpite la primavera precedente. L’olio andrà a ricoprire l’intera superficie della pianta e soffocherà così le eventuali neanidi sopravvissute che svernano nelle anfrattuosità della corteccia.
Lunedì 27 Aprile 2026
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